Sulla scia delle gesta teatrali dei 1980 atterra nella galleria endemica una meteora pittorica.
Nelle opere esposte di Jean Philippe Illanes, datate tra il 2005 e il 2007, ritroviamo il sunto statico delle esperienze ibride e dissacranti che i 1980 hanno portato nelle strade delle periferie di Parigi, ma più di ogni cosa troviamo la sua personalissima esperienza di vita cittadina.
Non è solo nella definizione di “riassunto” quindi che si puo’ incatenare l’opera di un artista dallo sguardo profondo e sincero, e dalla fama crescente; Jean Philippe ha cercato di fermare con le sue tele l’immagine “vera” della moltitudine cangiante che dà anima e scorre sulle strade delle metropoli a cui i suoi quadri sono dedicati.
Come il Flanéur, che oziando tra la folla cattura con il proprio sguardo l’immagine vera della realtà che lo circonda, così questo artista concede al proprio occhio il gusto di penetrare sotto la superficie delle cose: dentro i grattacieli, dentro i corpi, dentro le situazioni, con l’occhio critico che solo un pittore può usare, trattenendo l’immagine molteplice eppure essenziale del reale che lo circonda.
Quelle di Jean Philippe Illaine sono figure che fermano il suburbano che affiora solo in parte nel nostro quotidiano, lo scovano come scavano nella carne dei corpi, mostrando l’interconnessione che unisce ciò che ci scorre intorno, e come, infine, tutto sia riconducibile ad un’unica linfa, drammatica e cangiante, che colora di vita le piatte superfici della città.